Treviso - Affresco dell'ex Casa Gobbato, cortile interno. Motivo della casa dello "Zampognaro". Sec XIII. Distrutta

Nuovo prodotto

Mosaico, 20x20 cm.

Motivo 3 del “Trittico Treviso” ispirato ai disegni delle finte tappezzerie affrescate delle case trevigiane. Realizzato con tessere in pasta vitrea, provenienti dalla Fornace Storica Orsoni di Venezia. Colori: rosso, verde e giallo cadmio.

Ogni mosaico può essere completato con una cornice a scelta tra: legno trattato e cerato con impregnante all'acqua effetto sbiancato o testa di moro; oppure, con cornice in ferro ossidato per addattarsi meglio al vostro ambiente e gusto personale.

Ulteriori informazioni in “Dettagli”.

Maggiori dettagli

 
Dettagli

Mosaico realizzato con tessere in pasta vitrea.
Scheda Tecnica:
Materiale supporto: legno
Misure del mosaico:20 x 20 cm
Tutti i mosaici possono essere montati sulla cornice a scelta in legno o in ferro.
Cornice a passe-partout in legno di abete dipinto a mano con impregnante all'acqua trasparente cerato: effetto sbiancato/scuro: tinta "testa di moro";
dimensioni totali: 30x30 cm,
altezza 2 cm
o
cornice in ferro ossidato,
dimensioni totali: 20x20 cm,
spessore 0,2 cm, altezza 5cm.

 
l'opera

L'Abate Luigi Bailo, fondatore del Museo di Treviso, nel 1883 pubblicò una relazione sugli affreschi salvati della demolita chiesa di Santa Margherita del Sile. IL giovane aiutante dell'abate, Girolamo Botter, continuò a coltivare l'arte del restauro e in seguito la sua opera fu ripresa dal figlio Mario. A lui si deve la scoperta di infinite decorazioni a fresco eia ripristino di innumerevoli antiche case, un lavoro di ricerca e catalogazione che durò più di trent'anni a testimonianza di un tempo armonioso della città, che incominciò verso la metà del XII secolo per arrivare fino al 1500 in un fantastico, mirabile crescendo.

Egli sapeva tutto della sua terra: rimasta incolume nel periodo più turbolento del Medioevo, quello delle invasioni barbariche, subì invece gli attacchi nei secoli successivi: prima i bombardamenti delle due guerre e poi la conseguente banale ondata di costruzioni e ricostruzioni. Con quel che resta del suo carattere autentico, ne emerge una Treviso medioevale, inondata di colore, vivace e festosa, arricchita di finte tappezzerie dipinte a fresco all'esterno e all'interno delle vecchie case, che la rendono una delle città più originale e gentili d'Italia.   Molto probabilmente, motivati dalla difficoltà di procurarsi la pietra da taglio, i molti e anonimi artigiani dovettero servirsi della pittura per adornare gli edifici, sapendo ben interpretare il gusto corrente. Non ci sono però testimonianze o cronache che ne narrino il perchè, come se la simpatia per le tappezzerie fosse sorta spontanea, per una corrispondenza felice contraria che respirava in quel periodo il libero comune. 

Quel che è certo è che nessuna città può annoverare una serie così numerosa e varia di motivi come Treviso, che si guadagna il titolo di più affrescata d'Italia.

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